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Polistena -“Arte che Parla” presenta “Scorro, il mio fiume sentimentale”

Per chi ha voglia di conoscenza, per chi sente il bisogno di farsi trasportare in una storia d’amore per la vita, per chi vuole seguire la corrente, esiste un luogo dove questo trova la sua realizzazione.

Tutto ciò avverrà a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, più precisamente nell’antico Palazzo Avati, sede della Libera Università degli Studi guidata dal Prof. Giovanni Laruffa.

Il 18 febbraio alle ore 18.00, Arte che Parla usufruirà di tale location per dare inizio alla sua Rassegna Letteraria, cominciando con il giovane poeta di Lubrichi, Rocco Polistena.

Egli intraprende la sua carriera poetica giovanissimo. Nel 2011 pubblica la sua prima silloge: Di me… l’anima. Pochi anni dopo è la volta di una nuova fatica Un uomo qualunque, un’opera che ci permette di vedere la vera natura del Poeta, fino ad arrivare a Scorro-il mio fiume sentimentale.

È proprio quest’ultima la silloge che vede la nascita della corrente poetico-filosofica, della quale Rocco Polistena è fondatore: “il Correntismo…” afferma in una sua intervista «È un movimento “fluviale” d’Amore espresso tramite i versi. Mi piace pensare che l’Uomo contenga dentro di sé una “corrente” emozionale e sentimentale che, in spasmodica riflessione intellettiva sul proprio Essere, straripa a dismisura dagli argini limitativi del corpo per trasformarsi in energia pura d’Amore verso le proprie sorti e quelle dell’Umanità tutta».

Quella sera troveremo anche altri artisti che affiancheranno in nostro Poeta: la giovane scrittrice Simona Mileto, nella veste di coordinatrice, la poetessa Maria Frisina, presidente dell’associazione Geppo Tedeschi di Oppido Mamertina che relazionerà sull’Opera; la blogger Amalia Papasidero che si occuperà di colloquiare con l’autore. Leggerà le liriche Maria Rosa Ferraro, presidente della pro-loco di Varapodio. E infine il Maestro Salvatore Fazzari allieterà la serata con la sua fisarmonica.

Un’iniziativa che ha lo scopo di porre al centro dell’attenzione non solo l’importanza di “fare cultura”, ma di far emergere gli autori del territorio, che nel loro piccolo portano lustro con le loro opere a una regione difficile, in un’epoca storica complessa.

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