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Elezioni, Fiom Cgil: la politica passi dalle promesse ai fatti

“In questi giorni, in vista delle elezioni politiche, stiamo ascoltando i dirigenti politici per capire cosa propongono agli italiani nei loro programmi elettorali. C’è una rincorsa a chi la spara più grossa, con proposte e promesse che sanno di non poter mantenere, con l’obbiettivo di accaparrarsi qualche voto in più, giocando sulla disperazione e sul bisogno delle persone. E mentre si gioca sulle necessità, si ignora la vita reale, con i problemi e i bisogni delle persone normali a cominciare dai pensionati, dalle famiglie, dai lavoratori e dai giovani, abbandonati al loro destino senza una prospettiva lavorativa”. È quanto si legge in una nota della Fiom Cgil.
“La Fiom-Cgil di Gioia Tauro – è scritto nel comunicato – è fortemente preoccupati dell’evoluzione delle crisi in Calabria, e in modo più visibile nella Piana di Gioia Tauro. Crediamo che la politica tutta debba passare dalle promesse che si fanno in campagna elettorale ai fatti concreti, per evitare che la nostra Regione sia vista solo come bacino di voti cui attingere, bistrattata e abbandonata al proprio destino, una Regione senza una rotta e senza idee politiche. Basti pensare che oggi la disoccupazione in Calabria si aggira intorno al 24% , mentre quella giovanile ha raggiunto il 58,7%, la disoccupazione femminile al 28% e che in Calabria hanno chiuso 11.704 aziende (quasi 33 al giorno). E mentre i calabresi onesti si leccano le ferite per il dramma che vivono, dall’altra parte l’unica Holding che non sente la crisi e aumenta il fatturato, diventando sempre più influente e invasiva, anche in politica, è la Ndrangheta, che fattura circa 52,6 miliardi all’anno, il 3% del Pil Italiano.
Di fronte a questo dramma sociale, economico, industriale, e con una vera lotta di contrasto all’illegalità e alla criminalità organizzata, c’è bisogno di una terapia d’urto messa in campo dal Governo Nazionale e da quello Regionale. Si devono produrre le condizioni per la creazione di nuovo lavoro, attraverso investimenti pubblici e privati, partendo dalle aziende sotto il controllo del Ministero dell’economia come ENEL, ENI, FINMECCANICA per ricostruire la fiducia che possa attrarre altri investitori Italiani e stranieri.
In questo quadro vanno rilanciate le priorità, a cominciare da un sistema infrastrutturale moderno, da un piano industriale su viabilità e trasporti degno di un grande Paese, con un sistema ferroviario che porti l’alta velocita a Reggio Calabria, con una linea ferrata destinata al trasporto merci (abbattendo tempi di transito delle merci e riprendendo competitività), con un sistema di rete di telecomunicazioni che raggiunga l’intera Calabria con il cablaggio della Regione. La priorità massima rimangono il Porto di Gioia Tauro e l’Area Industriale. È giunta l’ora che gli impegni e gli accordi vengano onorati, intanto perché il solo Porto genera il 72% del Pil calabrese. Occorrono posizioni e decisioni precise su cosa pensa il Governo Nazionale del Porto di Gioia Tauro e delle sue aree industriali, quali politiche e quali investimenti intende mettere in atto, con quale rinnovata e dovuta attenzione nei confronti della Calabria.
L’obiettivo che dovrebbe accomunare tutte le istituzioni calabresi è di darsi un progetto che ridia credibilità alla Calabria e alla Piana di Gioia Tauro, facendo ridiventare appetibile e funzionale l’area industriale, rendendo fruibili i molti capannoni dismessi e consegnandoli a coloro che sono in grado di cimentarsi con un piano produttivo aziendale serio, sgravando le aziende nello start up da oneri e tasse di concessione, fornendo loro i servizi strutturali essenziali, dalle linee di Adsl, alla banda larga e ultra larga, ai servizi elettrici e del gas, per farle partecipare al progetto di rendere l’area industriale e portuale competitiva e attrattiva, capace di confrontarsi con altre realtà produttive italiane ed europee. Ovviamente chiediamo che le aziende si impegnino a creare posti di lavoro stabili, a tempo indeterminato e duraturi nel tempo.
Nelle more va creata una rete di protezione sociale, attraverso le cosiddette aree di crisi industriali, per mettere in sicurezza i lavoratori ricadenti nella zona industriale e nell’area portuale, che oggi sono sotto ammortizzatori sociali o che stanno per finirli, dando loro la possibilità di poter usufruire di un

sostentamento al reddito anche in deroga, al fine della sopravvivenza delle loro famiglie ed ottenere in tal modo la possibilità di avere continuità di reddito.
Pertanto alla luce di quanto sopra detto, la Fiom-Cgil auspica un intervento immediato degli organi istituzionali competenti affinché sollecitino quanto richiesto e trovino gli strumenti idonei a difendere e rilanciare le prospettive del Porto e dell’area industriale”.

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