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Cosenza – Gran finale di “Musica contro le mafie”

Oggi è il “gran finale” della 5 giorni di Musica contro le mafie, il festival dedicato all’impegno nella diffusione di valori e alla lotta contro la mafia. Il Teatro Morelli a Cosenza è il palco del tanto atteso concerto finale di questa sera (ore 21.30), dove Dario Brunori per “Canzone contro la paura”, Rocco Hunt per “’Nu Juorno Buono” e Paolo Benvegnù per “Il sentimento delle cose”, saranno premiati in virtù della loro “capacità di diffondere buone idee e buone prassi attraverso la musica”, con i premi realizzati dal maestro orafo Michele Affidato. Ieri, venerdì 15 dicembre, nella quarta giornata della “5 Giorni” a Cosenza l’8^ edizione del Premio nazionale Musica contro le mafie è diventata protagonista per oltre 600 ragazzi delle scuole superiori che hanno affollato il Teatro Morelli dalle ore 9.30. La prima finale del concorso, condotto da Gaetano Pecoraro de Le Iene, ha visto esibirsi i primi cinque artisti votati direttamente dal pubblico presente in sala e da una giuria tecnica. La Bottega del Ciarlatano, Chiara Effe, Stag, Vanesia e Gente Strana Posse nell’insieme hanno disegnato un variegato spaccato della musica italiana impegnata, proveniente da varie regioni. Gli ospiti speciali, alternatisi ai concorrenti, sono stati il pugliese Molla e il calabrese Mujura, vincitori della scorsa edizione del Premio, accolti con grande entusiasmo da parte del giovane pubblico cosentino. Dopo la gara, il primo incontro pomeridiano al MAM ha avuto come argomento la trasformazione mediatica del mafioso e la riflessione sui rischi di emulazione giovanile nei Mafia Movie con il dialogo tra Christian Giroso, attore di Gomorra – La Serie, e il giornalista Gaetano Pecoraro. Sin dal primo momento il dibattito non è apparso come un processo alla fiction di mafia, colpevole solo di descrivere la realtà con fedeltà assoluta; quanto piuttosto ha definito come prioritarie le riflessioni sul bene che emerge per contrasto, guardando con sincerità la rappresentazione del male più crudele ed estremo dell’essere umano. I due ospiti si sono poi trovati d’accordo sull’importanza fondamentale di fornire agli spettatori (soprattutto ai più giovani) maggiori e adeguati strumenti culturali per l’interpretazione del prodotto fiction, invece di condannare o censurare semplicemente. In seguito, sempre al Museo delle Arti e Mestieri, il rapper napoletano Lucariello e Marcello Ravveduto, storico e editorialista dell’Espresso, hanno aperto il dialogo con un vivace pubblico di ragazzi, stimolati a riflettere sul modo in cui le rime Hip Hop e il Rap di protesta possono contribuire concretamente al cambiamento sociale. Questa dimensione musicale – in particolare quella attuale partenopea che spicca a livello nazionale – è in continua evoluzione, sviluppo e contaminazione sonora, collaborando nel migliore dei casi anche con la sonorizzazione del cinema. Essa non è quasi mai estranea al contesto sociale in cui nasce, anzi lo racconta e, dal momento in cui aumenta la consapevolezza di sé, lo migliora. Al termine degli incontri pomeridiani il rapper Lucariello si è pure esibito nello showcase delle 19.00. Il dj-set elettronico e strumentale a cura di Kayadub ha sonorizzato il Drink Concert al Caffè Telesio. Oggi la seconda finale, dalle 10 e 30 nel Teatro Morelli insieme a Gaetano Pecoraro, Lucariello e Capone Ensemble. A esibirsi gli altri finalisti della manifestazione: Picciotto, Tintinnabula, Cassandra Raffaele, Luciano De Blasi e i Sui Generi e Carmelo Piraino. Nel pomeriggio, al Mam, Demetrio Salvi e Maurizio Capone, prima del “concertone”, nel Teatro Morelli, alle 21.30, con Dario Brunori, Rocco Hunt e Paolo Benvegnù. Subito dopo, aftershow di NanDJno nel Caffè Telesio.
Sono disponibili al botteghino i biglietti per il concerto alle ore 21.30 al Teatro Morelli con le esibizioni e premiazioni di Dario Brunori, Rocco Hunt e Paolo Benvegnù.

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