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Catanzaro – Dal 25 novembre la mostra “Provocatori spazi concettuali”

Prosegue la fortunata programmazione di eventi culturali promossa dal
Museo Storico Militare (MUSMI) di Catanzaro. Dal 25 novembre 2017
venticinque opere realizzate recentemente da Antonino Zumbo saranno a
disposizione del pubblico negli spazi espositivi del MUSMI.
Antonino Zumbo è un artista “concettuale” o “neoconcettuale”, tenendo
presente come nelle sue proposte visive tale matrice ideologica si
declini in originali rivisitazioni delle istanze spazialiste di Lucio
Fontana. L’arte concettuale non è interessata fondamentalmente al mero
risultato estetico, non orienta le sue scelte in funzione del
raggiungimento della “bellezza” né mira a suscitare emozioni ma a
stimolare la capacità di pensiero dello spettatore, giocando spesso
sull’ambiguità semantica delle immagini e ponendo al centro delle
riflessioni il significato, l’idea che esiste dietro l’opera stessa.
Rolf Wederer nel suo testo alla mostra “Konzeption/Conception”, prima
esposizione museale dedicata all’arte concettuale, inaugurata
nell’ottobre del 1969 allo Stadtisches Museum di Leverkusen, scriveva
che “la designazione di arte concettuale apre a forme artistiche che
non possono essere giudicate e comprese sulla base di creazioni concrete
e manifeste, ma che si basano –così come avviene per altri media- su
procedure e processi. In altre parole, il cambiamento che questo termine
introduce non riguarda solo la forma e il soggetto dell’arte, ma la
stessa struttura”. Per cui alla luce della metodologia critica di
Wederer secondo cui vanno giudicate le opere concettuali, è necessario
volgere lo sguardo ai quadri di Zumbo cercando di disvelarne i
procedimenti mentali che ne costituiscono la base. Zumbo è un artista
fuori dagli schemi precostituiti, lontano dalla tradizione pittorica
tradizionalmente intesa, che propone in chiave del tutto personale
interpretazioni di Lucio Fontana, padre fondatore dello Spazialismo, e
che guarda con vivo interesse in particolar modo al ciclo delle Attese
dell’artista italo-argentino non per criticarlo o minimizzarlo ma per
omaggiarlo rispettosamente attraverso il proprio stile.

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