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Catanzaro, Codacons chiede ad Abramo di fermare Soget

Pignoramenti dei conti correnti, sequestri dei crediti nei confronti di soggetti terzi, fermi amministrativi sulle autovetture… sono una valanga i provvedimenti che vengono notificati in quesi giorni ad opera della Soget SpA, la società con sede a Pescara che si occupa della riscossione delle entrate tributaria del comune di Catanzaro.

Richieste di pagamento relativi ad atti prescritti o, peggio, mai notificati che gettano nel panico migliaia di famiglia che, attraverso il blocco dei conti rischiano di ritrovasi protestati per debiti inesistenti.

Il Codacons da tempo ha chiesto spiegazioni all’Amministrazione Comunale sull’attività di riscossione per quelli che appaiono “legittimi e preoccupanti interrogativi”.

Spiace che questa Amministrazione – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – capace di trovare il tempo per occuparsi finanche dei giochi dei ragazzini in strada, non riesca, poi, a rispondere alle nostre richieste.

Giova ricordare come l’Autorità Nazionale Anticorruzione – prosegue Di Lieto – ha avuto modo di puntare i riflettori su Soget facendo emergere serie problematiche.

Difatti l’Anac ha evidenziato che, con ben due sentenze, una della Cassazione (nr. 24468/2013), ed un’altra del Consiglio di Stato (nr. 9561/2012), sono state acclarate gravi inadempienze nell’esecuzione della riscossione da parte di Soget.

E non finisce qui – continua Di Lieto – dall’attività istruttoria, l’Anac ha appurato che Soget ed i suoi amministratori hanno subito condanne penali, da cui emergerebbero, fra l’altro, fenomeni corruttivi.

Tanto, a quanto ci risulta, prevederebbe la “interdizione dall’esercizio dell’attività” ed il “divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione”.

In buona sostanza, per il Codacons, Soget avrebbe perso il requisito ex art. 38 lettera f del codice degli appalti che prevede, appunto, l’esclusione dei soggetti “che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso gravi negligenze o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate o che hanno commesso un errore grave nell’esercizio della loro attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante”.

Gli interrogativi che il Codacons pone al Sindaco sono molteplici: Poteva il Comune di Catanzaro affidare un servizio alla luce di siffatte pronunce ?

Che garanzie sono state date al Comune di Catanzaro che i comportamenti censurati dall’Autorità Giudiziaria non saranno ripetuti, con grave danno per i Cittadini Catanzaresi ?

Ed ancora, i soggetti che effettuano le consegne degli atti, sono abilitati alla notifica ai sensi dell’art. 60 DPR 600/1973 ?

Ma non finisce qui. Per il Codacons sarebbero illegittimi anche gli atti di accertamento emessi da Soget. “Per l’esistenza di un valido atto di accertamento – sostiene Francesco Di Lieto – occorre che lo stesso provenga dal soggetto che ha il potere di adottarlo. Eppure, nella convenzione con il Comune, a Soget è affidato il servizio di riscossione ma non quello di accertamento.

Dacchè si pone il problema circa la validità ed efficacia degli atti, atteso che – sempre secondo il Codacons – Soget eserciterebbe un potere che il Comune non ha delegato.

Poiché discutiamo di un servizio gentilmente offerto da Soget per un importo “stimato” di oltre 3milioni di euro (oltre iva) – continua Di Lieto – e che tale somma sarà posta a carico di tutti i Catanzaresi, riteniamo che siano legittime le nostre richieste su come siano spesi i soldi dei contribuenti.

Vogliamo, altresì, comprendere se il Comune di Catanzaro aveva contezza delle sentenze di condanna, se era informato delle “anomalie” riscontrate dall’Autorità anticorruzione e, laddove quanto da noi ripetutamente evidenziato dovesse rispondere al vero, pretendiamo che il Sindaco e l’intero Consiglio comunale sia chiamato a valutare se sussistono i presupposti per una revoca dell’affidamento del servizio di riscossione.

Alla luce di quanto emerge da sentenze passate in giudicato e dalle verifiche dell’Autorità Anti-Corruzione riteniamo legittimo – conclude Di Lieto – che l’Amministrazione voglia fornire i dovuti chiarimenti per il dovuto rispetto verso i Cittadini che, troppo spesso, subiscono intollerabili soprusi nell’attività di riscossione. Per evitare nuove figuracce, come per la vicenda Tari.

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