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Reggio Calabria – Convegno “Mondo esterno e mondo interno: un dialogo possibile”

Il contributo della ricerca sociologica, politologica e giuridica allo studio dei fenomeni migratori a livello nazionale ed europeo, con un’attenzione particolare all’analisi del cambiamento della società italiana a seguito dell’arrivo e dell’insediamento di nuove popolazioni nei contesti urbani, e con l’obiettivo di sottolineare i falsi miti spesso prodotti dalle piattaforme mediatiche sul tema delle migrazioni: questi gli argomenti intorno ai quali hanno ruotato gli interventi di un gruppo di studiosi nel corso del Convegno “Sfatare i miti. Le migrazioni come opportunità”, che ha avuto luogo il 17 ottobre scorso presso l’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. L’evento, organizzato nell’ambito della Settimana nazionale della Sociologia, è stato presieduto e introdotto dal Rettore Salvatore Berlingò, e ha promosso un dibattito interdisciplinare che, oltre al gruppo di sociologi dell’Ateneo reggino, ha coinvolto il politologo Pier Virgilio Dastoli e il giurista Angelo Licastro. D’Astoli, Presidente del Movimento europeo e docente di Diritto internazionale, con un intervento dal titolo “L’Europa di fronte alla rinascita dei nazionalismi”, ha sottolineato come, secondo Altiero Spinelli – di cui lo studioso è stato per molti anni stretto collaboratore – gli Stati nazionali abbiano garantito diritti e tutele ai cittadini. Oggi, tuttavia, è importante distinguere i populismi dai nazionalismi, in quanto soprattutto questi ultimi  – rappresentano fenomeni di chiusura che contrastano il vero spirito federalista europeo delle origini. In tale contesto, cruciale appare il tema della tutela giuridica dei diritti umani, in particolare del diritto alla libertà religiosa, affrontato da Angelo Licastro, ordinario di Diritto ecclesiastico nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Messina, che ha affrontato il tema in relazione ai fenomeni migratori e alle recenti iniziative intraprese dal Ministero dell’Interno, nel contesto delle politiche di integrazione degli immigrati, con un focus sugli orientamenti della giurisprudenza nazionale ed europea riguardo all’ambito lavorativo.

La sessione pomeridiana, dedicata al dibattito sociologico e promossa dai docenti dell’Università “Dante Alighieri”, è stata aperta da Carlo Gelosi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Società e della formazione d’area mediterranea, con un intervento dal titolo “Patrimoni di diversità.Un’opportunità o un rischio per la coesione sociale?”, incentrato sull’analisi delle migrazioni come sfida e risorsa per la costruzione di una nuova coesione sociale, alla luce di una disamina della dimensione dei flussi migratori e dei fenomeni e dei processi, ad essi collegati, in chiave diacronica. Le pratiche di comunicazione mediatica connesse alle migrazioni sono state al centro dell’analisi di Emiliana Mangone, Direttore dell’”International centre for Studies and Research – Mediterranean Knowledge” e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Salerno, che ha spiegato come le “parole” usate dai media inserite in frame (contesti) possano orientare l’atteggiamento delle persone in senso positivo o negativo, illustrando gli esiti di una ricerca qualitativa sul contenuto degli articoli del quotidiano “la Repubblica” a far data dalla sua fondazione. Sul tema dell’abitare, invece, si è concentrato l’intervento “Migrazioni e paesaggi urbani. Le nuove forme dell’abitare” di Simona Totaforti, Coordinatrice del corso di laurea Magistrale in “Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali d’area mediterranea”, in cui la studiosa ha voluto avviare una riflessione sulle forme dell’abitare transitorio dei migranti e sull’uso degli spazi pubblici nella città contemporanea, illustrando come una pianificazione in grado di generare vivibilità e coesione debba prendere le mosse da una visione prospettica che parta anche dal modo in cui la città viene vista e interpretata dal migrante e dalle istanze che il suo stesso sguardo introduce.

Sempre nell’alveo della riflessione sulla città si è collocato l’intervento di Giuliana Quattrone, Ricercatrice di Urbanistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal titolo “Progetti territoriali per l’integrazione dei migranti, la convivenza multiculturale e la rivitalizzazione dei centri urbani”, che ha affrontato il tema dell’integrazione dei migranti in Calabria, mettendo in evidenza casi di successo e casi di fallimenti, evidenziando, in particolare, il rapporto che i migranti instaurano con gli abitanti dei paesi di accoglienza, e le categorie con cui percepiscono, vivono e utilizzano gli spazi della città, con specifico riferimento anche alle città calabresi. L’aspetto legato alla barriera linguistica e alla sfida dell’interculturalità nel contesto delle pratiche dell’insegnamento della lingua italiana è stato trattato da Gisella Murgia, docente di Lingua italiana per stranieri presso la Scuola Superiore di Orientamento e di Alta formazione in Lingua e cultura italiana per stranieri. Nello specifico, la studiosa, partendo dall’affermazione che uno degli scopi principali di un corso di lingua consiste nel promuovere l’interazione tra le varie culture, ha analizzato il rapporto lingua-cultura e ha posto l’accento sull’importanza dello sviluppo della competenza comunicativa interculturale, anche sotto il profilo della comunicazione non verbale. Un esempio di ricerca-azione è stato invece illustrato da Fiammetta Pilozzi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, nell’intervento “Wayfinding, accessibilità e utenza multiculturale: orientamento e comunicazione negli spazi ospedalieri”, sulla ricerca condotta presso l’Ospedale romano Fatebenefratelli – Isola Tiberina, che ha portato all’implementazione del primo sistema segnaletico scientificamente validato in Europa, basato su sistemi già utilizzati negli USA e finalizzato a favorire l’orientamento degli utenti, in particolare quelli con una scarsa conoscenza dell’italiano.  A seguire, Rita Cutini, docente di Sociologia generale, che, nel suo intervento “Competenze, motivazioni, abilità sociali per la mediazione interculturale. Una ricerca sociologica”, ha sottolineato proprio come, per affrontare le sfide dell’immigrazione, siano sempre più urgenti e necessari analisi scientifiche e studi che analizzino la tematica dell’integrazione sul lungo periodo, a partire non soltanto dal contesto emergenziale della prima accoglienza.

Ed a queste sollecitazioni l’Università per stranieri di Reggio Calabria “Dante Alighieri” ha inteso rispondere mettendo a disposizione le proprie potenzialità accademiche e scientifiche per sviluppare percorsi virtuosi di ricerca e di analisi ma anche di proposta formativa che possono, e potranno sempre di più, essere un laboratorio che tiene insieme ricerca e operatività, per offrire chiavi di lettura dei fenomeni sociali e culturali contemporanei, ma anche lanciare nuove proposte e nuove soluzioni.

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