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Bovalino Marina (RC) – Presentato il libro del Professor Francesco Giordano

E’ stato presentato ieri sera presso il Circolo Culturale “Conca Glauca” di Bovalino Marina (RC), la seconda opera letteraria del Professor Francesco (Franco) Giordano intitolata “Breve” Epopea di gente di nessuno – II a ritroso” (Edizioni Pancallo-Locri). Numeroso e qualificato il parterre che ha riempito la sala in ogni ordine di posto. A introdurre la serata ci ha pensato il Presidente del Circolo, Dottor Francesco Ferraro che dopo i saluti di rito ha ceduto la parola al Sindaco di Bovalino, Avv. Vincenzo Maesano, che nella duplice veste di primo cittadino ed ex alunno dell’autore del libro ha espresso parole di elogio per l’opera presentata e per l’intera attività culturale svolta dal Circolo Culturale, tra l’altro, si è augurato che manifestazioni del genere possano sempre ripetersi perché la cultura è il motore della vita e non va mai trascurata, anzi, è indispensabile incentivarla e tenerla viva a memoria delle future generazioni. Relatore della serata il Professore Giuseppe Italiano, collega ed amico di vecchia data dell’autore, che ha messo bene in evidenza le tante vicissitudini che si sono sviluppate nel tempo tra Sicilia e Calabria avendo in comune un unico denominatore, le famiglie “Giordano”. Nella prima parte viene narrata l’epopea sicula partendo da Francesco Giordano che da Campobello di Licata venne proiettato, senza poter proferire parola, nelle trincee della Carnia (1^ guerra mondiale 1915/17); lasciando a casa la moglie Lucia e due bambini in tenera età (Giuseppe e Gaetano). Scampato miracolosamente al conflitto bellico, Francesco tornò a casa a riabbracciare quel focolare domestico che tante notti aveva sognato durante il conflitto, ma la felicità durò ben poco, perché dopo appena due mesi la moglie Lucia si ammalò gravemente e mori lasciandolo solo con i due bambini. Da quel momento in poi si susseguirono numerosi accadimenti legati alla necessità di dover trovare un lavoro (fece il fuochista nella tenuta del Barone La Lumia, sfruttando le conoscenze acquisite durante la guerra in tema di materiali esplosivi) e all’esigenza di dover dare ai ragazzi una educazione e la presenza di una figura femminile che, per tale scopo, tanto bene si presta (si sposò in seconde nozze con Rosa Marino dalla quale ebbe un figlio di nome Luigi, era il 1920). Ma anche con Francesco il destino non fu clemente e gli riservò una morte cruenta, infatti, morì in un incidente occorsogli mentre maneggiava l’esplosivo di cui era tanto pratico ed appassionato. La seconda parte del libro, intitolata appunto Calabria, inizia con un Vitaliano Giordano (nessun grado di parentela con i Giordano di Sicilia) che sul lungomare di Reggio, nel corso di una gara di cavalli svolta in onore della Madonna della Consolazione, si mise in mostra vincendo con i colori della famiglia Morisciano di Bovalino, e da quel momento in poi Vitaliano lavorò per lungo tempo alle dipendenze dell’allora Capitano Morisciano. In questa seconda parte gli ideali di libertà, di giustizia e di famiglia escono fuori prepotentemente e spesso vengono esaltati anche a costo della morte. Come il primo libro, anche questo ci consentirà di emozionarci ed appassionarci al tempo stesso, la sua lettura è intrisa di forti emozioni raccontate quasi come fosse un “diario del cuore”, in cui sono annotati racconti di infanzia, di famiglia, di nostalgia, di distacco, di guerra, di speranza, di viaggi e di ritorni. Quelle contenute nel libro, che si fa leggere tutto d’un fiato, sono espressioni emotive che si mescolano a sentimenti intensi e profumati come solo la terra di Sicilia e di Calabria sanno dare. E’ un viaggio tortuoso ma affascinante allo stesso tempo, dove i vari personaggi si mimetizzano nel mistero e nella storia, ma dove c’è anche l’amore verso la donna intesa come fulcro principale della famiglia, educatrice dei figli dal quale non si può assolutamente prescindere, e anche meditazione, pianto e riflessione. Come lo ha definito Bruna Filippone, che ne ha curato la bellissima prefazione, questo è un “libro del viaggio attraverso le parole”. Per i suoi contenuti di “povertà” e “miseria”, che in passato hanno spinto tanta gente a oltrepassare l’oceano, il libro si può benissimo accostare ad autori importanti come Giovanni Verga, Corrado Alvaro, Ignazio Silone, Pirandello ecc.. Al termine della presentazione si è sviluppato un dibattito sul tema che ha calamitato l’attenzione di tutti i presenti, particolarmente emozionanti gli interventi dell’Editore Franco Pancallo che si è detto fiero ed orgoglioso di annoverare nella sua casa editrice un autore del calibro di Franco Giordano e di una ex alunna dell’autore, presente oggi anche nella veste di collega, in quanto docente di Lettere classiche in un Liceo. Il Professore Francesco Giordano è nato a Bovalino Marina (RC) il 14 ottobre 1947, ha studiato presso il Liceo Classico “Ivo Oliveti” di Locri ed ha frequentato Atenei prestigiosi come quello di Genova e Messina laureandosi in Lettere Classiche. Ha insegnato in diverse scuole della locride, e, negli ultimi quindici anni di carriera ha fatto ritorno nel Liceo da cui era partito…l’Oliveti di Locri. E’ in pensione dal 2011 ed ha pubblicato, nel 1997, una raccolta di poesie (sparse) e nel 2015 il romanzo-racconto “Breve epopea di gente di nessuno”.

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