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Panchine d'oro – Walter Mazzarri (117)

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117 panchine in tre anni che hanno regalato soprattutto soddisfazioni.  Sono i numeri di Walter Mazzarri alla guida della Reggina.  Quella del tecnico di

San Vincenzo è una parentesi che nasce in un momento in cui viene tracciato un chiaro segno di discontinuità con il passato.
Nel 2004, infatti, l’assetto societario perde Franco Iacopino e Gabriele Martino, storici collabori di Foti  e in Calabria arriva Riccardo Bigon, dirigente figlio di Albertino Bigon, ex tecnico della società dello Stretto.
Mazzarri non parte benissimo e dopo un derby con il Messina rischia l’esonero, ma una vittoria contro la Juventus dei record di Fabio Capello cancella ogni dubbio e l’allenatore toscano, reduce dalla promozione in Serie A con il Livorno ma esordiente, non andrà mai più in discussione.
Nella prima stagione arriva una salvezza piuttosto tranquilla che solo per una serie di congiunzioni aritmetiche piuttosto casuali sarà matematica solo all’ultima giornata.  L’unica macchia resteranno le due “quasi stracittadine” perde con il Messina, per la prima volta giocate in Serie A.
L’anno successivo la squadra, vistosamente indebolita da un calciomercato caratterizzato da cessioni eccellenti e da un ridimensionamento dei costi per via di alcune fidejussioni contestate dal presidente del Bologna Gazzoni Frascara, parte ancora con il freno a mano tirato, ma ingrana dopo una fase di rodaggio e ottiene un’altra salvezza vincendo il derby casalingo con i cugini d’oltre Stretto (3-0 e giallorossi retrocessi matematicamente. ma poi ripescati.).
Nella terza e ultima annata di Mazzarri alla Reggina si inizia un campionato che si preannuncia drammatica.  Calciopoli lascia in eredità alla Reggina quindici (poi ridotti a undici) contestatissimi punti di penalizzazione. La retrocessione sembra inevitabile, ma la squadra sorprendentemente si salva all’ultima giornata battendo il Milan fresco campione d’ Europa.
E’ un capolavoro che suggella il rapporto tra Mazzari e Reggio.