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    Panchine d'oro – Tommaso Maestrelli (150)

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    Nel calcio italiano la figura di Tommaso Maestrelli è legata indiscutibilmente a quella della Lazio. La visibilità data da uno scudetto non può essere paragonabile a quella di qualsiasi grande risultato nei campionati inferiori.  Con le sue 150 panchine tra il 1964 e il 1968 si colloca al secondo posto nella speciale classifica degli allenatori più presenti sulla panchina della Reggina, di cui è stato il condottiero in imprese di portata storica.
    La più importante è la promozione del 1964-65 che, per la prima volta nella storia, porta gli amaranto in Serie B.
    L’anno succesivo viene addirittura sfiorato il doppio salto, con l’accesso alla massima serie che sfuma per un soffio.
    E’ la figura di campo più importante del ciclo esaltante della Reggina degli anni ’60. Assieme al presidente Granillo e il direttore sportivo Dolfin, forma l’asse Gran-Do-Ma che tante soddisfazioni ha regalato ai sostenitori.
    Arrivò a Reggio quasi casualmente.  Tom Rosati era già d’accordo per accasarsi sullo Stretto, ma proprio all’ultimo declinò la proposta perchè all’altezza di Paola, nella strada verso la città della Fata Morgana, venne incontrato sul treno dai dirigenti del Cosenza che gli formularono una proposta più allettante.
    Maestrelli, reduce da un’esperienza in Serie A con il Bari, non avrebbe mai accettato una panchina di Serie C, ma la nascita di due gemelli, che si univano alle due figlie che già aveva, lo indussero a prendere in considerazione la proposta di Granillo che gli propose un ingaggio da duecentocinquantamila lire al mese, una cifra che in altri tempi non sarebbe stata allettante.
    Un colpo “low cost” che fece la fortuna della Reggina.  Successivamente passò al Foggia.